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Mercati: boom dell’edilizia nel paese dei cedri

Beirut scene. Photo: Heretiq / Wikimedia Commons(Settembre 2009) Il Libano viene indicato, dalla fiera Marmomacc con un comunicato stampa, come paese promettente per l’industria italiana di pietre e macchinari. Secondo il comunicato stampa, sono addirittura due le opzioni che rendono interessante il piccolo paese nell’est Mediterraneo per gli esportatori: sta vivendo, da alcuni anni, un boom dell’edilizia ed è inoltre un portale di ingresso, collaudato da secoli, per il commercio con gli stati del golfo.

L’ente fiera indica, basandosi sul fondo monetario mondiale, una crescita negli ultimi anni dell’economia libanese pari all’8%. Questa crescita sarebbe causata, da una parte, dal fatto che i danni provocati durante la guerra civile e dalla guerra con Israele ora si recuperano con cifre miliardarie provenienti anche dall’estero.

Questa ricostruzione attirerebbe, dall’altra parte, anche gli investitori nuovi. Uno dei progetti di investimento di picco nominato dall’Ente Fiera è „L’isola dei cedri“ sulla costa a sud di Beirut. Lì, la Noor International Holding vuole iniziare un progetto gigantesco paragonabile all’isola artificiale delle palme davanti a Dubai. Si nomina, sempre nel comunicato stampa, un budget di investimento di 100 miliardi di €. Poco fa Noor avrebbe fatto nascere una società di sviluppo per progetti di immobili di altissimo livello nel paese e nei paesi limitrofi.

Le cifre fornite dall’ente fiera sono i seguenti: durante l’anno 2008 il Libano ha importato blocchi di marmo per un valore complessivo di 19,6 miliardi di $, di questi il 40 % proveniente dall’Italia. A questi si aggiungono i blocchi di granito per un valore di 1,2 milioni di $, ai quali partecipava l’Italia con una quota del 26 %. Considerevoli erano le forniture italiane di marmette di marmo grezzo per un valore di 2,5 milioni di $.

Il comunicato stampa indica una particolarità del regolamento doganale libanese: mentre viene applicato un dazio del 25% per lastre lucide, per quelle grezze è soltanto del 5%.

Come si evince dal comunicato stampa, gli italiani hanno già interessato la sede di Beirut del loro Istituto nazionale per il commercio estero ICE. Quest’ultimo avrebbe completato, per le ditte italiane, „un quadro completo ed aggiornato di tutti i programmi, e la lista delle gare internazionali bandite“.

Progetto Solidere a Beirut

Beirut Marina & Town Quay

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