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Armadillo Vault alla Biennale di Venezia: puzzle di 399 elementi in pietra con 24 t di peso

Armadillo Vault: Ritorno al futuro con una volta autoportante secondo una tecnica antichissima.

La struttura a volta e autoportante secondo metodi antichissimi grazie al suo peso intrinseco / calcoli e produzione con metodi estremamente moderni

Gli armadilli sono delle creature preistoriche sopravvissute fino ad oggi. Anche l’Armadillo Vault (la volta del armadillo) ancora esposto alla biennale di architettura di Venezia fino al 27 di ottobre, risale al passato: esso fa riferimento al antichissimo principio di costruzione secondo il quale un ponte o una volta in pietra può essere tenuta stabile tramite lo stesso peso del materiale.

La parola d’ordine potrebbe essere: Il ritorno al futuro. Perché: Per l‘Armadillo Vault si sono aggiunti calcoli e progettazioni eseguiti con il computer, e questo procedimento permette di realizzare delle strutture delle quali gli antichi maestri della costruzione neanche osavano sognare.

La volta nella storica Corderie dell’Arsenale di Venezia si estende su quasi 16 m e copre uno spazio di 75 m², è stata composta da 399 singoli elementi ed è stabile senza una sottocostruzione di nessun genere e, ancora di più, mantiene le distanze, con due intagli, anche con 2 delle colonne nella sala.

Da evidenziare è: la costruzione non è stata messa in tensione, per esempio tramite funi di acciaio passanti nella pietra. Il puzzle in sospensione in pietra con un peso di 24 t rimane stabile solamente a causa del suo stesso peso.

La costruzione è stata progettata dalla Block Research Group intorno a Philippe Block, professore alla ETH Zurigo. I calcoli e le animazioni al computer li hanno eseguiti Ochsendorf DeJong & Block (ODB Engineering) con Matthew DeJong (Professore alla University of Cambridge), John Ochsendorf (Professore al Massachusetts Institute of Technology), di nuovo Philippe Block e Anjali Mehrotra.

Gli elementi del puzzle sono stati prodotti da Escobedo Group in Texas, USA in pietra calcarea. Lì, nella città di Buda, Armadillo Vault è anche stato assemblato per la prima volta. Poi i pezzi singoli sono stati spediti a Venezia dove sono stati assemblati nuovamente dallo stesso team nel giro di 3 settimane.

Finita della Biennale, la volta verrà posizionata nuovamente in un posto diverso – anche questa mobilità senza limiti di un edificio e la riutilizzabilità dei singoli elementi sono delle particolarità che rendono questo antichissimo tipo di costruzione così attraente per il presente.

Il rilascio di gas a effetto serra CO2 viene ridotto del circa 90 percento: perché le forme di questo tipo vengono prodotti oggigiorno solitamente con cemento armato.

Gli elementi del puzzle si incontrano completamente senza stucco. Per l’istallazione erano stati appoggiati prima su un’impalcatura generica rimossa dopo l’inserimento delle pietre di chiusura nei punti più alti della costruzione.

La volta mantiene anche le distanze a 2 delle colonne nel padiglione, con dei rientri eleganti.

La forma degli elementi del puzzle e la loro sistemazione è stata orientata al percorso delle linee di forza al interno della costruzione. Questo preludio matematico al computer è determinante per la riuscita di Armadillo Vault.

Annotiamo: Che cosa avrebbero dato i maestri delle costruzioni di secoli precedenti per poter calcolare esattamente la statica delle costruzioni che avevano in mente!

Questo tipo di costruzione è particolarmente impegnativa anche per il materiale. Dai calcoli con il Software RhinoVault sviluppati da Block Research Group è emerso che le pietre non possono avere uno spessore inferiore di 5 cm, perché altrimenti c’è il pericolo che potrebbero scoppiare sotto la grande pressione al interno del puzzle.

Lo spessore massimo di circa 13 cm li raggiungono gli elementi dove la costruzione tocca il fondo.

Questo succede attraverso larghi piedi in acciaio che scaricano il carico su una grande superficie. Questo perché non era permesso di furare il pavimento del padiglione storico. Sempre per questo motivo ci sono degli ancoraggi di tensione tra i piedi della costruzione.

Infine: produrre 399 elementi di puzzle con tante forme diverse richiede una progettazione impegnativa. Per esempio, gli esperti di Escobedo non hanno tagliato le superfici delle pietre in una forma circolare, per non dover ruotare ogni singolo pezzo. Piuttosto hanno accettato il fatto che la superficie del „armadillo“ ha un aspetto molto squamoso – cosa che ha conferito il nome alla costruzione.

La parte inferiore è stata tagliata invece in modo circolare, in singole strisce, come evidenzia un video. Successivamente gli scalpellini hanno staccato poi a mano le strisce, cosa che conferisce l’aspetto grezzo al lato inferiore.

„Armadillo Vault“ è anche un esempio per il fatto che le teste creative e gli artigiani possono convertire dei limiti in una cosa positiva.

Un’altra particolarità: le pietre finali sono state lavorate per ultime, soltanto quando la costruzione era stata assemblata a mo‘ di prova quasi completamente. In questo modo era possibile equilibrare le tolleranze tra i calcoli a computer e il puzzle vero. Perché, come già detto, non c’era della stucco nella costruzione, né come collante né per livellare.

Autosperimentazione su Armadillo Vault: (da sinistra verso destra) Matt Escobedo (General Manager di Escobedo, e figlio di David), David Escobedo (proprietario di Escobedo Group) e Alejandro Aravena (curatore della Biennale). Philippe Block sta probabilmente facendo la foto.

A quanto pare la costruzione sarebbe così stabile che potrebbe portare una squadra completa con giocatori di American Football.

Armadillo Vault è descritto in modo più dettagliato nella rivista „Detail“ (Ottobre 2016) in inglese e tedesco. (MOdS)

Video

Block Research Group

ODB Engineering

Escobedo Group

Detail“ (Ottobre 2016)

Foto: Escobedo Group

See also:

 

 

 

 

(27.10.2016)