www.stone-ideas.com

Il settore lapideo brasiliano: -5,3% per le esportazioni e altre brutte notizie dell’anno 2015

Le aziende lapidee brasiliane girano dal 2012 con un nuovo slogan e con uno stand in comune in un nuovo design.

Negli USA è calato il prezzo medio per tonnellata, le esportazioni verso la Cina sono diminuite del (-)27%, e l’Italia compra nuovamente importanti quantità di materiale grezzo

La recessione in Brasile e il raffreddamento dell’economia in Cina hanno un effetto negativo sulle statistiche del settore lapideo brasiliano per l’anno 2015: le esportazioni sono calate del (-)5,3 % secondo valore e del (-)8,78 % secondo volume. Il consumo interno ha registrato un segno meno di dimensioni simili: dalle 4,1 milioni di t (2014) alla fine dell’ anno scorso erano rimaste soltanto 3,8 milioni t. Questi sono i numeri dal rapporto „Informe“(1/2016), pubblicato ogni anno dall’associazione Abirochas.

Desideriamo evidenziare un aspetto, anche se a livello di dati non è così importante: il fatto che l’Italia sia al terzo posto degli acquirenti delle esportazioni di pietre naturali brasiliane viene discusso in un interno paragrafo di „Informe“ e si sente, tra le righe, lo stridore dei denti di Cid Chiodi Filho, autore dell’ articolo e permanente ammonitore di afflizioni: i blocchi, in modo particolare quelli dei così chiamati Exóticos o Quarziti, esistenti soltanto in Brasile, vengono lavorati in Italia e partono da lì nuovamente per i mercati del mondo, specialmente negli USA, così suppone.

Per comprendere la portata di questa situazione, bisogna sapere che i marmi e graniti del Brasile hanno preso esattamente quella strada, fino a quando si era stabilita negli anni ‘90 una lavorazione propria, sostenuta dall’organizzazione statale per le esportazioni Apex, in modo che le aziende stesse fornissero il materiale lavorato al mercato redditizio del Nordamerica.

E ancora di più: „C’è da aspettarsi che le esportazioni verso l’Italia aumenteranno nell’anno 2016“, brontola Cid Chiodi.

La situazione è diversa nel caso degli altri due Paesi committenti delle pietre brasiliane, gli USA e la Cina.

Nel caso delle esportazioni negli USA c’erano, a partire dal 2015, dei risultati sullo stesso livello per quanto riguarda il valore (+0,32%) e le forniture sono addirittura aumentate, secondo valore, di quasi (+)7%. Per la prima volta è stata superata la soglia di 1 milione di t. Tuttavia, il prezzo medio raggiunto per ogni tonnellata è calato da 810 US-$ a 760 US-$ – anche la Turchia e la Cina spingono attualmente fortemente per entrare negli USA.

Per quanto riguarda le esportazioni verso la Cina, il calo è stato consistente per il secondo anno di seguito: nel 2015 sono stati realizzati, secondo valore, soltanto 104,4 milioni US-$ (-27,73%), secondo la quantità soltanto 568,4 milioni t (-27,87%). Il prezzo statistico per ogni tonnellata venduta lì è soltanto 180 US-$, perché si tratta per il 90% di blocchi grezzi.

Poco rassicurante è, guardando il 2015, che il settore lapideo brasiliano è messo molto bene rispetto all’economia complessiva del Brasile. Per tutto il Paese, le esportazioni sono diminuite nel valore del (-)15%, mentre erano soltanto, come affermato prima, -5,3% per il settore delle pietre naturali. Il governo in Brasília verrà in futuro di più incontro alle richieste del settore?

Probabilmente no. Perché il valore delle esportazioni delle pietre naturali corrispondeva, nell’anno 2015, soltanto del 0,63% alle esportazioni complessive dell’ enorme paese (2014: 0,57%).

Abirochas „Informe“ (1/2016) (portoghese)

(10.03.2016)