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„Territorio & Design”-Presentation at the Marmomac Italian Stone Theatre 2017

„Drap“. Design: Paolo Ulian; Company: Silvestri Marmi; Material: Zebrino.

Curators Raffaello Galiotto and Vincenzo Pavan invited designers and producers to draft marketable natural stone products

The „Territorio & Design-Presentation” was set up on the left side of the Italian Stone Theatre in Hall 1 of this year’s Marmomac. Industrial designer Raffaello Galiotto and architect Vincenzo Pavan had invited designers, stone producing companies, and technology manufacturers to design prototypes of marketable stone products and exhibit them.

The name „Territorio & Design” revealed the purpose of the project: the prototypes should mirror the region of provenance of the stone. Neglected material properties such as surface haptics should also be at the center of focus. And the color of the stone should be considered, which, in contrast to engineered stone and ceramics has infinite depth.

We show the pieces on exhibit. First place is reserved for Paolo Ulian’s piece called „Drap“. The Organizers of the Fair gave it the Icon Award which makes it the symbol of the next Marmomacc marketing campaign.

Paolo Ulian was inspired by water jet cutting technology from which he derived the side table: the increasing thickness of the piece is accompanied by an ever less accurate cut. The various sizes can be cut from a single block.

Marmomac

Photos: Luca Morandini / Marmomac

„Drap“. Design: Paolo Ulian; Company: Silvestri Marmi; Material: Zebrino.
„Drap“. Design: Paolo Ulian; Company: Silvestri Marmi; Material: Zebrino.
Il taglio water jet quando si trova ad operare su alti spessori di marmo tende a perdere la sua precisione nella parte finale del taglio producendo delle increspature irregolari. Queste, solitamente ritenute un difetto, vengono qui sottolineate e fatte emergere per trasformarle in una qualità estetica. Una sorta di drappeggio che quasi spontaneamente assume l’aspetto di una tovaglia. L’anello/tovaglia è realizzato tagliando a water jet e in modo concentrico un blocco di marmo di spessore 20/25 cm. In questo modo si possono ottenere anelli di diverse misure dallo stesso blocco limitando al massimo lo spreco di materiale.
Zebrino: É un marmo estratto in alcune zone delle Alpi Apuane e presenta diversi nomi come Cipollino Carrarese, Cipollino Zebrino, Zebrino Apuano. Il materiale è a grana fine, compatto e non poroso. Ha una struttura stratificata, con fondo biancastro, avorio, talora leggermente rosato ed é caratterizzato da interstrati filladici ricchi di quarzo, pirite e dolomite di colore scuro, dal grigio-verde al rosato chiaro. I livelli marmorei sono amalgamati a formare corpi omogenei di discrete dimensioni, quasi privi di impurità e molto somiglianti al tipo statuario, denominati Cremo e Cremo Delicato. Il suo disegno striato si presta particolarmente per la realizzazione di lastre da rivestimenti da interno e da esterno e per creare textures sempre diverse combinabili tra loro in modo libero. É un ottimo materiale per tutti gli utilizzi, come la realizzazione di sculture, pezzi d’arredo, oggettistica, top bagno, lavabi ecc.
 

„Fence“; Design: Ludovica + Roberto Palomba; Company: Margraf; Material: Fior di Pesco Carnico®.„Fence“; Design: Ludovica + Roberto Palomba; Company: Margraf; Material: Fior di Pesco Carnico®.
„Fence“; Design: Ludovica + Roberto Palomba; Company: Margraf; Material: Fior di Pesco Carnico®.
Un’architettura nell’architettura, come un recinto sacro che delimita lo spazio creando intimità negli ambienti.
Fior di Pesco Carnico®: Marmo brecciato a struttura saccaroide con pigmentazione ematico – manganesifera, fa parte dei marmi del Timau, situati nella provincia di Udine. Estratto dagli inizi degli anni ’20 nell’unica cava esistente denominata Pierabech, a Forni Avoltri, il Fior di Pesco Carnico è un marmo esclusivo Margraf, con tonalità che variano dal grigio al rosa, al bianco e con delle venature di colore avorio e grana grossolana. Utilizzato prevalentemente nei pavimenti e rivestimenti per interni ed esterni, è uno dei litotipi protagonisti nell’architettura italiana del Novecento in numerosi spazi pubblici come banche, stazioni, cinema, teatri. Il Fior di Pesco Carnico comincia ad assumere un rilievo internazionale verso gli anni ’80 per il suo impiego in importanti edifici tra i quali il Winter Garden e il World Financial Center a New York, il Coca Cola Building ad Atlanta, il Canary Wharf Main Tower a Londra.
 

„Oasi“; Design: Odo Fioravanti; Company: Grassi Pietre; Material: Pietra di Vicenza – Grigio Alpi.„Oasi“; Design: Odo Fioravanti; Company: Grassi Pietre; Material: Pietra di Vicenza – Grigio Alpi.
„Oasi“; Design: Odo Fioravanti; Company: Grassi Pietre; Material: Pietra di Vicenza – Grigio Alpi.
Oasi è un sistema di tavoli di dimensioni diverse basato su elementi strutturali realizzati in pietra vicentina che, con un incastro simile ai giochi di costruzione per bambini, supportano un piano traforato in lamiera metallica. I supporti in pietra vicentina riportano sulla loro superficie superiore alcuni elementi cilindrici, una sorta di „bolli”, che si incastrano perfettamente nelle forature della lamiera. La pietra così affiora e si palesa, attraversando delicatamente il piano in acciaio. Si ricavano così delle aree al centro dei tavoli, su cui è possibile posizionare i centrotavola o che possono essere usati come naturali sottopentola in cui la pietra protegge il piano metallico stesso.
Pietra di Vicenza – Grigio Alpi: Viene denominato Pietra di Vicenza un calcare tenero costituito da frammenti fossili legati con pasta cementante di natura calcarea. Di colore d’insieme bianco e paglierino è caratterizzato da minute punteggiature ocracee di limonite e goethite, e si trova nelle varietà bianca, gialla e grigia, in questo caso prende il nome di Grigio Alpi. Coltivata nei Colli Berici presso Vicenza, a seconda delle località in cui viene cavata prende nome diversi come San Gottardo, Costozza, Zovecedo. Appena estratta è molto tenera e tende con il tempo a indurirsi progressivamente. La facilità di taglio e lavorazione l’ha resa nei secoli una delle più pregiate e usate pietre ornamentali per l’architettura e la scultura in tutto il Veneto e nelle regioni limitrofe. Già usata in epoca romana è stata spesso privilegiata da Palladio e da i più illustri architetti veneti nelle ville e palazzi di quella regione fino al Novecento.
 

„Ever Growth“; Design: Federico Rossi; Companies: QD Robotics + Marble Studio Stagetti; Material: Marmo Bianco di Carrara.„Ever Growth“; Design: Federico Rossi; Companies: QD Robotics + Marble Studio Stagetti; Material: Marmo Bianco di Carrara.
Partendo dai processi metamorfici e metafisici avvenuti durante la formazione delle rocce, Ever Growth è un progetto che vuole esplorare in forma digitale, attraverso complessi algoritmi matematici l’evoluzione del Marmo di Carrara. Un’astrazione geometrica che va ad intaccare il materiale, facendo emergere trame e pattern inusuali rendendo il materiale ancora più unico, rivelando la sua vera natura di roccia in continua evoluzione. Un semplice tavolo, formato da lastra di materiale sospeso da terra su due appoggi, ottenuto tramite un processo digitale utilizzando una cella di fresatura robotica.
Marmo Bianco di Carrara: E’ uno dei litotipi internazionalmente più conosciuti e si coltiva nelle Alpi Apuane in cave di diverse tipologie, in sotterraneo, culminali, di versante, a fossa e pozzo, distribuite principalmente nei bacini di Fantiscritti, Canalgrande, Torano, Colonnata. Il marmo, di formazione Hettangiana, si presenta a fondo bianco unito, con struttura saccaroide uniforme e grana medio grossa, senza macchie, con poche venature riempite da pirite microcristallina. E’ un materiale non gelivo con buona resistenza alla compressione e alla flessione, adatto alla realizzazione di elementi portanti come colonne, architravi, basamenti, gradinate e pavimentazioni. A partire dall’epoca romana il Marmo Bianco di Carrara ha avuto un impiego sempre più diffuso in architettura con particolare rilievo nel Rinascimento dove l’opera di Michelangelo ha sancito il primato di questo materiale anche nella scultura. Rilevante il suo impiego in numerose opere architettoniche e scultoree moderne e contemporanee.
 

„Ponte (M)“; Design: Blumerandfriends, Matteo Borghi; Company: Helios Automazioni; Material: Serpeggiante Silvabella Classico. Photo: Peter Becker„Ponte (M)“; Design: Blumerandfriends, Matteo Borghi; Company: Helios Automazioni; Material: Serpeggiante Silvabella Classico. Foto: Peter Becker
Abbiamo sempre immaginato un tavolo che avesse come piano una lama litica lunga, sottile e „leggera” in grado di supportare carichi e funzioni. Ispirandoci al mondo delle strutture portanti di costruzione quali travi e ponti, abbiamo lavorato nell’esasperazione delle capacità fisiche del materiale nobile di pietra, cercando di togliere tutte le quantità non necessarie alla tenuta dello stesso. Unendo questo sforzo alla tipologia di lavorazione e di costruzione dell’oggetto si arriva ad un stadio necessario ed univoco in cui „non si può fare diversamente”…l’estetica è raggiunta. Un piano in marmo di spessore 8mm collabora con una struttura portante in acciaio inox a cui è stata applicata una leggera „monta” per aumentarne la tenuta. Quattro gambe delle stesso materiale ne garantiscono l’appoggio.
Serpeggiante Silvabella Classico: I marmi e le pietre di Puglia sono costituiti fondamentalmente da rocce calcaree presenti in maniera diffusa su tutto il territorio regionale. Il distretto lapideo della Pietra di Apricena è tra i principali poli estrattivi italiani (per quantità di materiali che vi si estraggono) e si estende ai piedi del Gargano tra i comuni di Apricena, Poggio Imperiale e Lesina. Bronzetto, Biancone, Fiorito e Serpeggiante sono le quattro principali varietà diffuse in questo comparto, con variazioni cromatiche che oscillano tra il beige, l’avorio e il rosato, arricchite da venature sottili e sinuose. Il Silvabella in particolare, è una pietra naturale calcarea compatta di costituzione, uniforme e di notevole resistenza, dall’inconfondibile espressione cromatica beige, con striature più chiare e più scure tendenti al marrone. Un materiale di grande tradizione e di grande versatilità, dotato di ottima resistenza, bassissima permeabilità ed una persistente brillantezza della lucidatura, adatto alla realizzazione di pavimenti e rivestimenti, prodotti di design e di artigianato artistico.
 

„Tricilino“; Design: Giuseppe Fallacara, Micaela Colella – New Fundamentals Research Group; Company: Bianco Cave; Material: Pietra di Ostuni. Photo: Peter Becker
„Tricilino“; Design: Giuseppe Fallacara, Micaela Colella – New Fundamentals Research Group; Company: Bianco Cave; Material: Pietra di Ostuni. Photo: Peter Becker
Triclinio è una seduta in pietra bianca di Ostuni, ispirata alle sedute del mondo classico, su cui si adagiavano i commensali durante la condivisione dei pasti. Questo elemento, trasposto in chiave contemporanea, diviene una panca monolitica plasmata da un unico blocco di tenera pietra bianca secondo forme sinuose che riecheggiano la classicità, ottenute, tuttavia, scavando la materia per mezzo di macchine CNC. Nascosto nello spessore della massa litica, un materassino permette al piano litico, discretizzato in formelle quadrate, di attutire e assecondare i movimenti del fruitore.
Pietra di Ostuni: Viene denominata Pietra Bianca di Ostuni una tipologia di roccia calcarea, poco diffusa, estratta da cave presenti nel territorio compreso tra Ostuni e Carovigno, con attività estrattive minori nei comuni di Locorotondo e Cisternino. Questa tipologia di pietra è caratterizzata da una grana fine ed omogenea e da un alto grado di compattezza, e si distingue facilmente per la sua peculiare colorazione avorio chiaro tendente al bianco e la finitura setosa. La sua composizione chimica rende la Pietra Bianca di Ostuni facilmente lavorabile ed adatta ad applicazioni scultoree dall’alto valore artistico. Infatti, è impiegata tradizionalmente per la creazione di complessi apparati decorativi, pur essendo riscoperta recentemente come prezioso materiale per la realizzazione di oggetti di design e rivestimenti di pregio per l’architettura contemporanea.
 

„Slim Stone“; Design: Pio & Tito Toso; Companies: Marmi Remuzzi Bergamo + Cave Gamba; Material: Marmo Arabescato Orobico.„Slim Stone“; Design: Pio & Tito Toso; Companies: Marmi Remuzzi Bergamo + Cave Gamba; Material: Marmo Arabescato Orobico.
La collezione Slim Stone nasce dalla materia, nasce dalla pietra e dall’innovativo procedimento di fabbricazione delle lastre in marmo di Remuzzi Marmi: il Bislapis (dal latino Bis: doppia e Lapis: pietra, letteralmente doppia pietra). Questa nuova tecnologia permette di unire pietre naturali di limitata resistenza, anche con caratteristiche fisico meccaniche e cromatiche diverse, riducendo lo spessore della doppia lastra. Ottenendo un materiale composito più resistente e con un peso sensibilmente ridotto rispetto a quelli normalmente in uso. Per la mostra Territorio & Design abbiamo cercato il senso di leggerezza e di eleganza che la tecnologia del Bislapis permette di esprimere utilizzando il marmo arabescato orobico, il quale è caratterizzato da una grande varietà di tonalità e di disegno delle venature.
Marmo Arabescato Orobico si estrae in Valle Brembana in provincia di Bergamo da rocce triassiche (circa 225 milioni di anni) appartenenti alla Formazione del Calcare Rosso. Si tratta di una roccia venata laminata, con colorazioni molto particolari dovute prevalentemente alla presenza di ossidi e idrossidi di ferro, dolomite e ceneri vulcaniche. Le peculiarità inimitabili dell’Arabescato Orobico sono i colori ed i disegni naturali unici al mondo, originati in ambienti tropicali simili a quelli delle attuali isole Bahamas. Oggi è coltivato in quattro principali varietà: Rosso, Rosato, Grigio Rosa, Grigio. Anche in passato, a partire dal XVII secolo, la preziosità del disegno e l’ottima lucidabilità hanno fatto dell’Arabescato Orobico un materiale richiesto all’interno di palazzi nobiliari, utilizzato per impreziosire balaustre, pavimenti e colonne. Lo troviamo all’interno della Basilica di San Pietro in Roma ed alla base della Pietà di Michelangelo.
 

„Sea Bath“; Design: Roberto Semprini; Companies: Ramella Graniti + Gruppo Tosco Marmi; Material: Palissandro Classico, Palissandro Blu Nuvolato.„Sea Bath“; Design: Roberto Semprini; Companies: Ramella Graniti + Gruppo Tosco Marmi; Material: Palissandro Classico, Palissandro Blu Nuvolato.
Sea Bath è un progetto di sperimentazione materica e di ricerca estetica volto alla realizzazione e produzione di oggetti d’arredo. Sea Bath è un’installazione che evoca uno scorcio di ambiente bagno dove gli oggetti hanno una simbologia di derivazione marina. Una consolle minimale in Palissandro Classico è venata da onde in resina grigio chiaro che racchiudono inserti in Palissandro Blu Nuvolato. Al centro della consolle campeggia un grande lavabo spiraloide in Palissandro Classico che riecheggia la forma di conchiglia. Ai lati due scaldasalviette circolari a forma di goccia, sempre in Palissandro Classico, incorniciano la scena.
Palissandro: Dolomia ricristallizzata a grana saccaroide quasi esclusivamente costituita da dolomite. Caratterizzato da una compattezza elevata, tessitura massiccia e grana media, i quali determinano grande resistenza ad usura ed agenti atmosferici e una lucentezza unica nel suo genere. Di colori che vanno dal bianco al blu cobalto passando per il beige/marrone ed il grigio. Coltivata nella parte nord piemontese delle Alpi Lepontine è un materiale ricco di storia. Numerosi sono gli edifici storici dove è stato utilizzato, tra gli altri il Duomo di Pavia e l’Arco della Pace di Milano. Oggi il Marmo Palissandro è materiale esclusivo per designer e progettisti essendo coltivato nell’unica cava presente al mondo, eleganza dovuta ai naturali riflessi dorati e versatilità per l’ampia gamma di colori e venature disponibili.
 

„Process“; Design: Lorenzo Damiani; Companies: Odone Angelo + Travertino Toscano; Material: Travertino Toscano.„Process“; Design: Lorenzo Damiani; Companies: Odone Angelo + Travertino Toscano; Material: Travertino Toscano.„Process“; Design: Lorenzo Damiani; Companies: Odone Angelo + Travertino Toscano; Material: Travertino Toscano.
I materiali lapidei, come altri materiali naturali spesso utilizzati dall’uomo, sono destinati a esaurirsi in un futuro chissà quanto prossimo. Una diversa possibilità di utilizzo, ecologica e razionale, può prevedere un processo sistematico di progettazione e realizzazione alternativo, che porterebbe un notevole risparmio di materiale: questa è l’idea fondante che sottende il progetto. Lastre di Travertino Toscano sezionate e assemblate con una tecnica quasi „sartoriale”, per poi essere fresate con l’obiettivo di ottenere elementi dalle forme apparentemente derivate dal blocco pieno: una collezione in divenire attualmente composta da un lavabo a colonna e una vasca circolare. Questa collezione rappresenta, prima di tutto, un progetto di processo produttivo in cui la struttura degli oggetti diviene anche decorazione grazie all’utilizzo di due tipi di travertino, assemblati per ottenere un rapporto di alternanza interno/esterno. Responsabilità e consapevolezza sono le parole chiave di questo progetto.
Travertino Toscano: Roccia sedimentaria di origine chimica è caratterizzata da concrezioni con stratificazioni parallele a bande e da una porosità che varia da strati e zone. Dopo un certo tempo dall’estrazione il materiale diviene compatto e durevole assumendo una tonalità giallo-brunastra per la presenza di tracce di pigmentazione ocraceo-limonitica. Coltivato nelle colline Toscane della provincia di Siena, nel comune di Rapolano Terme, questo litotipo è conosciuto anche come Travertino di Rapolano o Pietra di Rapolano oltre i numerosi nomi commerciali derivanti dall’ampio utilizzo fatto a livello internazionale e si trova nelle varietà di bianco avorio, il grigio, il giallo aranciato ed il bruno. Già usato in epoca etrusca e poi romana acquista grande importanza nell’Architettura Razionalista della prima metà del Novecento. Con il tempo acquista grande importanza nel mercato americano e medio orientale. Dagli anni Ottanta fino a oggi è presente in piccola o grande quantità nella maggior parte dei grandi progetti di architettura contemporanea.
 

„Sliced Cone“; Design: Giorgio Canale; Company: Cereser Marmi; Material: Thala Grey Royal, BiancoCarrara, Nero Marquina. Photo: Peter Becker„Sliced Cone“; Design: Giorgio Canale; Company: Cereser Marmi; Material: Thala Grey Royal, BiancoCarrara, Nero Marquina. Photo: Peter Becker
Sliced Cone nasce dal rispetto per la pietra naturale e dalla volontà di dare vita a forme morbide e curve puntando allo „scarto zero”. La tecnologia si è rivelata uno strumento unico nelle mani di progettisti e artigiani che hanno potuto abbattere limiti sino ad ora considerati insuperabili. Troppo spesso, però, questa nuova libertà di espressione distoglie l’attenzione dal reale valore della pietra naturale. Il primo modo di dimostrarlo è fare attenzione a quanto materiale vada „sottratto” dal blocco originale per ottenere il risultato finale. Sliced Cone è il primo risultato di un esercizio di ricerca di forme coniche, generalmente realizzate da blocchi, ottenibili per sottrazione da blocchi, ottenibili in questo caso direttamente dalla lavorazione di lastre da 2 o 3 cm. Grazie alla tecnologia water jet, l’architetto Canale ha concepito un sistema taglio di cerchi concentrici, con lati inclinati, ricomponibili in lavelli e vasche di diverse dimensioni. Sliced Cone è un concept destinato a rappresentare una piccola innovazione nel mondo della pietra, ampliando le potenzialità di lavorazione della lastra.
Thala Grey Royal: Proposto in un’esclusiva versione dagli altissimi standard qualitativi ed estetici, il Thala Grey Royal è un limestone di struttura calcarea estratto con un’operazione di „separazione” di falde formate dall’acqua. „Adottivo” della Roma antica, questo marmo di provenienza tunisina è stato per secoli oggetto di raffinate lavorazioni dei magister marmorari e ha costituito uno dei litotipi pregiati nei rivestimenti, negli elementi architettonici e negli arredi di edifici pubblici e privati romani. È caratterizzato da un fondo grigio-chiaro uniforme in lieve contrasto con venature, fioriture scure e salini più chiari. La sua proposta attuale, si integra con altri marmi della penisola e con il gusto contemporaneo sia per cromia, sia per caratteristiche di superfice e testimonia la modernità e l’eleganza che questo materiale ha conservato nel tempo, in continuità con la tradizione antica.

(24.11.2017)