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Marmo: la Toscana è la regione con l’export più alto di lavorati

Scultura a Pietrasanta. Foto: Peter Becker

(Gennaio 2014) Il comparto italiano della pietra naturale continua ad potenziare l’export di marmi e graniti verso i mercati mondiali sostenuto, in particolare, dalla ripresa in atto negli Stati Uniti e dalla buona tenuta dell’Europa anche se il mercato interno non presenta segni significativi di ripresa.

Nei primi 9 mesi del 2013 la Toscana è stata la regione italiana con la quota più elevata di export di lavorati in pietra per un valore complessivo di 362.136.262 euro in crescita del +9,4% rispetto allo stesso periodo del 2012 (vedi Tavola 1). Segue a ruota il Veneto con un export di quasi 360 milioni di euro e una crescita tendenziale del +7,5%. La Lombardia si colloca a distanza dalle due regioni capofila con un export di lavorati di tutto rispetto che raggiunge nei primi nove mesi del 2013 quasi 100 milioni di euro e segna una crescita rispetto pari al +7,3%.

Tavola 1.

Le performances delle regioni che vantano i distretti più rilevanti per l’export  sono sostenute dall’attività dell’intero comparto a livello nazionale per un settore di grande rilevanza per l’economia nazionale che nel 2012 ha segnato un saldo commerciale pari a circa 1,4 miliardi di euro (in proiezione per il 2013 si prevede un surplus di 1,5 miliardi ) e conta circa 10 mila aziende localizzate su tutto il territorio nazionale. Per l’80% si tratta di unità piccole o molto piccole (meno di 10 addetti), spesso artigiane, che hanno saputo internazionalizzare la propria attività reagendo nel miglior modo possibile alla congiuntura preservando gran parte dei posti di lavoro.

Dall’elaborazione di IMM/CarraraFiere si nota che Toscana, Veneto e Lombardia realizzano da sole circa il 75% in valore dell’export di lavorati di pietra, comparto ad alto valore aggiunto che impiega tecnologie di avanguardia con maestranze di eccellenza che hanno reso famoso il lavorato „made in Italy” nel mondo.

Per queste regioni il principale mercato di sbocco è quello statunitense.

La Toscana nei primi nove mesi del 2013 ha esportato lavorati verso il mercato USA per un valore complessivo di 132.460.883 euro con una crescita tendenziale rispetto al 2012 del +32,5%.

Il Veneto ha esportato verso gli USA lavorati per un valore di 79.135.552 euro (+29% rispetto al 2012) mentre l’export della Lombardia di lavorati verso il mercato statunitense è stato di 21 milioni di euro (+36%).

Il secondo mercato di sbocco per i lavorati Made in Toscana è il mercato arabo, nell’ordine, Arabia saudita ( 27.453.382 euro) in forte calo (-47%), Emirati Arabi Uniti (22.336.028 euro, +52%) e soprattutto il Quatar (20.502.022 euro, +241%).

Il Veneto, dopo gli USA, vede come secondo mercato di sbocco la Germania verso la quale ha esportato lavorati del valore di 75.908.367 euro con un calo del -7,6% rispetto al solito periodo 2012.

Da notare che il secondo mercato di sbocco per il lavorato lombardo è la Svizzera per un valore di 18.814.293 euro in calo tendenziale del -4,2%.

Emerge dunque l’importante ulteriore sviluppo del mercato USA e il calo della domanda tedesca che si protrae ormai da alcuni anni. L’edizione di CarraraMarmotec 2014, sarà quindi fondamentale per comprendere non solo l’evoluzione e le prospettive dei mercati ma anche per toccare da vicino la capacità delle aziende del comparto di essere protagoniste con i materiali più affascinanti esposti assieme alle tecnologie più aggiornate frutto di ricerca e innovazione che assicurano competitività riconosciuta dai mercati di tutto il mondo come testimoniano le statistiche dell’export nazionale e locale.

Il settore basa la sua competitività sulla presenza di distretti storici (vedi tavola 2) che, partendo dalla trasformazione dei materiali estratti localmente, è in grado di mantenere competitività e livello elevato del prodotto finito.

Tavola 2.

Fonte: IMM Carrara

(25.01.2014)