Denominazione di origine protetta anche per le pietre naturali?

Per lo Champagner, il Prosciutto di Parma o il Bordeaux esistono già. Ora la commissione dell‘ UE sta valutando se allargare la così chiamata denominazione di origine protetta anche su altri prodotti al di fuori del settore agroalimentare.

Esplicitamente vengono nominati, nell‘ appello dei politici di Bruxell, oltre alla ceramica o il cuoio anche „Marmo” e pietre naturali.

Però: non si tratta semplicemente della protezione della denominazione dell‘ origine di una pietra naturale, come per esempio il marmo di Carrara, l’ardesia da Blaenau Festiniog in Galles o il granito da Strzegom in Polonia. La commissione UE vuole innanzitutto valorizzare l’artigianato e il processo produttivo attraverso il quale la materia grezza viene trasformata in prodotti con un valore di mercato.

Espresso con una metafora: non è il diamante grezzo che sarà messo sotto tutela, ma il gioiello finito, nel quale il valore è composto sia dal materiale che dall’arte della lucidatura dei cristalli.

Recentemente avevamo pubblicato il relativo comunicato stampa della commissione ricevendo tanti commenti in merito.

Un lettore ha indicato, per esempio, l’antichissima tradizione delle costruzioni circolari che si trovano intorno al Mediterraneo. La foto in alto mostra come vengono sfruttate in un resort dedicato al tempo libero.

Quindi: sarebbe possibile creare un marchio „pietra trulli“?

Inoltre c’era l’indicazione per le coperture dei tetti come su queste foto sul Lago Maggiore. Foto: Bertram Feld

Inoltre c’era l’indicazione per le coperture dei tetti come su queste foto sul Lago Maggiore. Esistono anche altrove in pietra arenaria. Fatti in ardesia sono ancora oggi un modo apprezzato per la copertura dei tetti.

Ci sono da qualche parte delle particolarità regionali nella produzione? Formulato in modo un po‘ più preciso: esiste da qualche parte qualche cosa che si lascia definire come particolarità regionale??

Altri lettori ci hanno indicato l’isola croata di Brač. Lì non solo esiste una pietra calcarea bianchissima, ma anche una particolare lavorazione della superficie. Sembra che risalga ai Romani.

Altri lettori ci hanno indicato l’isola croata di Brač. Lì non solo esiste una pietra calcarea bianchissima, ma anche una particolare lavorazione della superficie. Sembra che risalga ai Romani. La foto l’abbiamo presa da una brochure del laboratorio tradizionale Dražen Jakšić.

Quale sarebbe il valore di denominazioni di origine protetta?

I fornitori esteri non potrebbero presentarsi con prodotti con queste denominazioni protette sul mercato dell‘ UE.

Inoltre ci sarebbe una valorizzazione delle denominazioni a livello internazionale. Si riconoscono a livello globale dei marchi come per esempio il vetro di Murano, le lame di acciaio di Solingen, la porcellana di Limoges o vetro di Gablonz, anche se quasi nessuno sa dove si trovano questi posti in Europa. Questi titoli prodotti non agroalimentari con Trade Mark. Attualmente sono 834 da 31 paesi (Europa compresi Svizzera, Norvegia etc.), come si evince da una ricerca dell‘ UE.

 Elenco dei prodotti non agroalimentari con Trade Mark. Fonte: Ricerca UE.

Noi abbiamo elencato i tipi di pietra naturale già protetti a livello nazionale.

Il marmo Macael Mármol spagnolo di Almeria ne fa parte. Lì l‘ Asociación de Empresarios del Marmól prende l’iniziativa della commissione dell‘UE talmente sul serio che ha già mandato il suo presidente, Antonio Martínez Martínez, a Bruxelles.

In Francia sono molto attivi l’associazione Pierre de Bourgogne e anche i produttori di granito dalla Bretagna. Alcuni dettagli sulle iniziative sul posto li ha raccolti la rivista Pierre Actual nella sua edizione attuale (settembre 2014).

Il procedimento avviato dalla commissione dell‘UE si chiama „Libro verde“. Fino al 28 ottobre 2014 sono chiamate le associazioni e le persone private a presentare le loro opinioni e idee sui prodotti.

More information (1, 2)

Pierre Actual (francese)

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(04.10.2014)