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I mobili da seduta tengono ferme le fasi lunghe ed un momento della vita della pietra naturale

Mettere insieme le pietre naturali con altri materiali, questa è un’idea nuova, nata probabilmente dai mosaicisti. Di raro si è sentito, però, che qualcuno avrebbe praticamente allargato la pietra con la resina. I due designer di Alcarol, Andrea Forti & Eleonora Dal Farra ora hanno fatto proprio questo: nel caso della loro sedia di nome „Dolomyth“ è stato tagliato un pezzo di roccia dalle Alpi, immergendolo nella resina in modo che diventasse un pezzo di arredamento. Quest’ultimo può essere, a scelta, sedia o tavolino complementare.

Alcarol: „Dolomyth“.

Il fascino particolare dell’ oggetto nasce dalla speciale resina utilizzata dai designer italiani: è come acqua limpida.

Questo fatto, a sua volta, crea un ulteriore livello di significato: la pietra delle dolomiti è nata milioni di anni fa, inizialmente come sedimentazione calcare in un mare antico, elevandosi successivamente in spazi temporali geologici sull’altezza del massiccio montuoso odierno nelle Alpi italiane.

Le sedimentazioni si possono riconoscere come strati nei quadroni della roccia..

Alcarol: „Dolomyth“.

Il momento del taglio è come fermato con uno scatto momentaneo, cioé con il muschio e i licheni che hanno popolato la roccia per ultimi. La resina con la quale sono stati coperti non li ha abbassati, ma soltanto congelati.

Un ulteriore dettaglio temporale è che i blocchi di roccia provengono da una cava non più in uso.

Alcarol: „Dolomyth“.

I designer hanno pensato, oltre a questo, anche all’ utente: sotto alla sedia si trovano delle rotelline, in modo da poter spostare il pezzo di arredo..

Alcarol: „FishEye“.

Un simile lavoro è „FishEye“, sempre sedia o tavolino complementare. In questo caso si tratta di uno scatto momentaneo di un pilastro in rovere proveniente dalla Laguna di Venezia. Impressionanti sono i canali che il mollusco navale Teredo navalis ha scavato nel legno.

Alcarol: „FishEye“.

Nella resina ci sono delle bollicine di acqua, come se il legno si trovasse ancora sott’acqua.

Alcarol: „Undergrowth“.Alcarol: „Undergrowth“.

Infine „Undergrowth“, scaffale o console. Qui vi sono delle tavole in legno di rovere, nelle quali la copertura di muschio sulla corteccia dell’ albero è stata fermata per l’eternità nella resina..

L’abbinamento di resina con marmo era già stato presentato qualche tempo fa dalla ditta italiana La Perla nella sua creazione „bi.materia“ (vedi sotto).

alcarol

Foto: Alcarol

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(17.11.2014)