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Rallenta l’export dei principali distretti del lapideo italiano

Il Genio della Stirpe (1914) in piazza Garibaldi, Sarzana è stata ricavata da un unico blocco di marmo bianco di Carrara. Foto: Wikimedia Commons / Davide Papalini

Nei primi nove mesi del 2014 l’industria lapidea italiana ha esportato marmi e graniti, grezzi e lavorati per un valore complessivo di 1.094.264.542 euro con un leggero calo (-0,14%) rispetto allo stesso periodo del 2013. Il risultato è da attribuire alla contrazione dei lavorati in granito e altre pietre, mentre il marmo lavorato segna ancora una crescita del +4,5% rispetto ai primi nove mesi 2013 per un valore di 677,6 milioni di euro.

Il 63% dell’export di lavorati in pietra naturale, secondo le elaborazioni dell’Ufficio studi dell’Internazionale Marmi e Macchine Carrara, è stato realizzato dai primi due distretti italiani: il comprensorio Apuo-versiliese che include le province di Massa-Carrara, Lucca e La Spezia e quello del veneto con le province di Verona, Vicenza e Padova (vedi tavola 1).

Entrambi i comparti locali hanno però registrato una riduzione dell’export di lavorati per -0,6% rispetto allo stesso periodo 2013.

Per le aziende del comprensorio apuo-versiliese ha pesato, nei primi nove mesi del 2014, la riduzione dell’export di lavorati in granito verso Stati Uniti (-2% per un totale di 128,4 milioni di euro), Emirati Arabi Uniti (-2,9% per 21 milioni) e, soprattutto, Arabia Saudita che registra – 22,8% per un valore complessivo di quasi 21 milioni). Cresce considerevolmente invece l’export verso Regno Unito (+25,4% e quasi 18 milioni) e Kuwait (+65,9% e circa 18 milioni).

„Le statistiche definiscono con chiarezza un quadro che testimonia il valore assoluto delle aziende italiane nel contesto internazionale e l’importanza dell’area apuo versiliese che nel 2015, dal 18 al 21 giugno, ospiterà Carrara 2015 Marmotec Expo Edition” commenta il presidente di IMM Fabio Felici.

Il distretto veneto ha invece sofferto la contrazione della domanda di Francia (-10% su un ammontare complessivo pari a 15,5 milioni), Svizzera (-9% su un complessivo pari a 15,5 milioni) e Canada (-15,4% su un valore di 13,2 milioni) mentre aumenta la quota di export verso Stati Uniti (+4,3%, che porta l’export a 79,5 milioni), Germania (+1,9%, pari a 76,8 milioni), Regno Unito (+44,7%, 17,1 milioni) e Russia (+15,6%, 16,4 milioni).

Al terzo posto tra i comprensori italiani si colloca quello lombardo (MI-BS-BG) con un export di lavorati nei primi nove mesi del 2014 di 70 milioni di euro e un incremento del +7,14% rispetto allo stesso periodo del 2013.

Nel confronto tra cluster produttivi il comprensorio apuo-versiliese (MS-LU-SP) resta in prima posizione in termini di valore dell’export di lavorati (vedi Tavola 1) ma nel confronto fra singole provincie (Tavola 2) quella di Verona resta la prima in termini di export di lavorati con un valore di quasi 279 milioni di euro nei soli primi nove mesi del 2014, con un calo del -2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (tavola 2). mentre la provincia di Massa-Carrara che si colloca al secondo posto, presenta invece valori in crescita (+1,7%) per un valore di 243,5 milioni di euro con possibilità di incrementi ulteriori legati alla specificità del marmo bianco.

Considerando i valori dell’import di lavorati (Tavola 3) e confrontandolo con i valori dell’export (nella tavola 1) emerge, l’eccellenza del settore che registra un saldo commerciale decisamente in attivo in tutte le aree di produzione, apportando ricchezza al paese in un momento di crisi profonda per molti settori del Made in Italy.

Una riflessione è opportuna anche per l’import di marmi, graniti e pietre che presenta un quadro in contrazione e con fornitori diversificati per quote ed aree di provenienza: Il distretto toscano, sempre nei primi nove mesi del 2014, ha importato lavorati per un valore di appena 11 milioni di euro (-16,7%) con 3 milioni spesi per l’acquisto di lavorati indiani e 2,3 milioni per l’acquisto di lavorati cinesi. Il distretto veneto ha importato lavorati per un valore complessivo di 20,5 milioni di euro (-4,35%) di cui 7,1 milioni per l’acquisto di manufatti indiani, 2,4 milioni spesi per importare lavorati spagnoli e solo 2,3 milioni per acquisti dalla Cina.

Fonte: Internazionale Marmi e Macchine (IMM) Carrara

(28.01.2015)