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I Sindacati dicono sì alle cave per la difesa dei lavoratori

Le aziende ottengono un altro assist importante sulla questione del PIT. Questa volta arriva dai sindacati, grandi assenti dal confronto sul documento degli ultimi mesi, che forniscono il proprio appoggio alla causa sostenuta dalle aziende. Anche se con alcune condizioni: dicono sì alla difesa dei diritti dei lavoratori, no all’escavazione selvaggia e all’esportazione in blocchi oltre il 50 per cento del materiale estratto che, sostengono, deve essere lavorato in loco.

Questo è quanto emerso da un incontro a Levigliani alla presenza dei sindacati, del Sindaco di Stazzema, Maurizio Verona e del Presidente della Cooperativa Condomini Daniele Poli alla presenza di numerosi di lavoratori preoccupati per la possibile perdita del posto di lavoro ma decisi a non cedere di fronte a chi vuole minare il loro futuro e quello delle proprie famiglie. Per la prima volta, CGIL e CISL si schierano a favore delle imprese, già sostenute dai sindaci, nella revisione del Piano Paesaggistico elaborato in Regione. Un passo importante che dà il via alla collaborazione con le associazioni di categoria per la difesa della filiera lapidea. „Le cave non devono chiudere, la nostra priorità è la salvaguardia dell’occupazione per questo sosterremo la lotta in difesa del lavoro e dei lavoratori – dichiara Leonardo Quadrelli della Fillea Cgil – a condizione che il 50% del materiale estratto sia lavorato in loco. Le ultime modifiche al testo risalenti allo scorso dicembre hanno sorpreso anche noi. Andranno riviste tutte quelle norme che non difendono il lavoro, il paesaggio del marmo dovrà essere riconosciuto perché le cave sono un patrimonio da tutelare e non possono essere definite una criticità del territorio. Sono convinto che il piano attuativo dovrà essere gestito dai Comuni e che vi siano altri aspetti da rivedere, come le disposizioni riguardanti i ravaneti in cava e il limite dei 1200 metri di quota”. Non è da meno la CISL con il segretario Giacomo Bondielli che accusa i dirigenti regionali, „è stato chiaro fin da subito che non avessero la necessaria competenza in materia, basti pensare alla proposta di economie alternative al lapideo come la pastorizia. In questa vicenda anche i sindacati si sentono presi in giro.”

Dunque, arriva una netta apertura, come sostiene Bondielli infatti „siamo disponibili a valutare le documentazioni prodotte finora in risposta al PIT ed elaborare una proposta firmata dai sindacati”. Poli della Cooperativa Condomini si dichiara soddisfatto del risultato raggiunto – dopo le amarezze dovute alle tante promesse della Regione poi tutte disattese – e auspica una nuova fase collaborativa tra sindacato e aziende.

Il primo cittadino Maurizio Verona conferma la posizione degli enti locali. „In Regione vi sono persone inaffidabili che hanno insinuato un disagio socio-economico in una realtà virtuosa come quella del nostro distretto – commenta – i sindacati non sono stati gli unici a non prendere posizione sul PIT. È necessario che anche Confindustria si schieri con decisione a fianco delle imprese. Le realtà presenti in Versilia come la ditta Henraux, la Cooperativa Condomini e la Società Pietra del Cardoso costituiscono la vera filiera del territorio. La partita sul PIT non è ancora finita – chiosa – i consiglieri regionali locali, oltre alle rassicurazioni da parte del segretario regionale PD Dario Parrini, hanno la possibilità di modificare le disposizioni del piano”. „Se il Piano dovesse passare come al momento è stato redatto – ha concluso Daniele Poli – un’intera comunità come quella di Levigliani sarebbe costretta ad abbondare il paese e la montagna. Ci pare una soluzione incredibile che non accetteremo mai.”

Fonte: Apuo Versilia Produce Online

(08.02.2015)