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Idee moderne per il principio antichissimo dell’ arco in pietra

Giuseppe Fallacara: „Reinforced Crossed Arches“ (RCA) (Archi rinforzati in ordine incrociato).

L’arco in pietra è stato, per millenni, l’unica possibilità di costruire ponti o volti. Giuseppe Fallacara, professore per architettura al Politecnico di Bari, Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura (Dicar), si basa con le sue ricerche su questo antichissimo principio costruttivo, ampliando però le sue tradizionali possibilità attraverso calcoli moderni sulla statistica, e con dei cavi di acciaio come supplemento.

„Stereotomia“ è il termine tecnico per questo tipo di costruzione.

Nel caso del più recente lavoro di Fallacara si tratta di „Reinforced Crossed Arches“ (RCA) (Archi rinforzati in ordine incrociato). Il progetto è stato presentato durante la Marmomacc 2014 nel padiglione delle innovazioni 1. Il modello sono i „Gavits“ del 10° secolo d.C. trovati in Armenia: in questo caso si tratta di portici come per esempio quelli nel monastero di Haghpat, nel quale sono stati utilizzati gli archi con l’ordine incrociato.

Giuseppe Fallacara: „Reinforced Crossed Arches“ (RCA) (Archi rinforzati in ordine incrociato).

Fallacara non si stanca mai ad evidenziare che avrebbe soltanto allargato il principio degli antichi maestri con le possibilità di oggi.

Durante l’estate 2014, Fallacara aveva organizzato un workshop, durante il quale gli studenti di architettura hanno creato un prototipo alto 4 m di una tale costruzione.

Durante l’estate 2014, Fallacara aveva organizzato un workshop insieme alla scuola per scalpellini Atelier de la Pierre d’angle nella Picardie (Francia), durante il quale gli studenti di architettura hanno creato un prototipo alto 4 m di una tale costruzione. Gli studenti provenivano da Italia, Algeria, Germania e Spagna. La lavorazione delle pietre per gli archi era il compito dei giovani scalpellini francesi. Il titolo del workshop era „Stéréotomie, les pratiques anciennes et nouvelles“ (Stereotomia, applicazioni antiche e nuove).

Tutto sommato, la costruzione sarebbe anche facile da comprendere: un arco classico in pietra ottiene una forma appuntita, in modo che ottenga più la forma di un triangolo piuttosto che quella di un forma curva. Il motivo è quello del risparmio del materiale, perché l’arco viene assemblato da pietre in massello.

Queste pietre hanno „un’onda“ nella superficie, in modo che si possano incastrare meglio elaborando anche in modo più flessibile, nel caso questo fosse necessario, dei movimenti all’ interno della costruzione (vedi foto sotto).

Due cavi di acciaio attraversano il triangolo di pietra: essi iniziano in basso da entrambi i lati, passano in alto fino alla pietra finale, dove ritornano indietro andando di nuovo in basso, ma questa volta esternamente alla pietra.

Due cavi di acciaio attraversano il triangolo di pietra: essi iniziano in basso da entrambi i lati, passano in alto fino alla pietra finale, dove ritornano indietro andando di nuovo in basso, ma questa volta esternamente alla pietra. Il suo punto finale è, in questo caso, nel pavimento del primo piano, dove sono stati ancorati.

Il carico del pavimento garantisce che i cavi di acciaio restino sempre tesi in modo ottimale.

Nel prototipo del workshop però non è stato utilizzato un pavimento, come dimostra la nostra foto. Una grossa sfera in pietra aveva la funzione del peso.

Nel prototipo del workshop però non è stato utilizzato un pavimento, come dimostra la nostra foto. Una grossa sfera in pietra aveva la funzione del peso.

Anche la guida del cavo nella pietra finale era soltanto improvvisata.

Anche la guida del cavo nella pietra finale era soltanto improvvisata. Normalmente qui ci sono due fori nella pietra, attraverso i quali si permette dall’ esterno il controllo della guida dei cavi. I rendering abbozzano i due fori.

Anche il tetto viene incastrato seguendo una tecnica antica di costruzione.

Generalmente, gli archi incrociati in questa maniera offrono la possibilità di costruzioni modulari.

Generalmente, gli archi incrociati in questa maniera offrono la possibilità di costruzioni modulari.

Atelier Fallacara d’Architettura

Il concetto è stato presentato, in modo dettagliato, in italiano ed inglese nel libro „Stereotomic Design“ (Giuseppe Fallacara, Vincenzo Minenna). Download gratuito.

Politecnico di Bari

Le ricerche di Fallacara vengono supportate dall’impresa lapidea Pimar.

Foto/Renderings: Atelier Fallacara

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(16.02.2015)