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Pietre naturali e vetro dominano le facciate dei nuovi edifici dell’Università di Lipsia

In questi nuovi edifici sono i dettagli che offrono la chiave di lettura per il passato. Così lo sono nel caso della facciata del Paulinum a Lipsia la rosetta sopra e la sottostante grande finestra della chiesa, posizionati in un modo leggermente svasato.

Avvicinando con il teleobbiettivo si vede anche una linea evidente con la quale prosegue lateralmente l’ovale della finestra.

Avvicinando con il teleobbiettivo si vede anche una linea evidente con la quale prosegue lateralmente l’ovale della finestra.

Foto 1890. Fonte: Wikimedia Commons

Gli architetti dello studio olandese Erick van Egeraat hanno reso visibile con tanti dettagli la storia: l’ex chiesa universitaria St. Pauli in questo luogo aveva si resistito alla seconda guerra mondiale senza essere stata danneggiata, ma era stata fatta saltare in aria dai comunisti della DDR nel 1968. Negli interni della nuova costruzione che ospita ora oltre ad una sala raccoglimento l’aula e gli spazi della facoltà, van Egeraat evidenzia chiaramente, ancora una volta, questo affronto alla civilizzazione.

L’architetto ha dimostrato coraggio con queste nuove costruzioni per l’università di Lipsia nel mezzo del centro. Da una parte si mette contro la moda che attualmente prevede che vengano ricostruiti dappertutto in Germania degli edifici storici fedeli all‘ originale.

Dall’altra parte conferisce alla onerevole Alma Mater un aspetto moderno: si tratta comunque della seconda università più antica della Germania e si avvicina con il 1409 come anno di fondazione abbastanza a Bologna (1088), Oxford (intorno al 1170), Modena (1175) o la Sorbonne di Parigi (intorno al 1200).

Linee verticali determinano dalla parte dell‘ Augustusplatz gli edifici universitari. Il vetro è dominante nell‘ Augusteum. Però, il vetro ha l’aspetto della pietra, dove sulla sua pellicola esterna è stata posizionata una serigrafia.

Linee verticali determinano dalla parte dell‘ Augustusplatz gli edifici universitari. Il vetro è dominante nell‘ Augusteum. Però, il vetro ha l’aspetto della pietra, dove sulla sua pellicola esterna è stata posizionata una serigrafia. Questa stampa gioca con le strutture conferite dalla natura alla pietra.

Si tratta della serpentinite italiana Verde Vittoria, in differenti sfumature cromatiche raggiunte tramite lavorazioni diverse della superficie (sabbiato e levigato). Per questa pietra vale la regola di base: più liscia è la superficie, più scura diventa.

Una particolarità sono i nastri di pietra che allungano le linee verticali dalla facciata sul tetto di vetro. Portarli ad una lunghezza di 2,70 m era una sfida a livello tecnico.

La torretta evidente è nuovamente in relazione con la storia: una volta era posizionata in modo centrale sul tetto della chiesa universitaria, ora è stata spostata lateralmente diventando un campanile.

La torretta evidente è nuovamente in relazione con la storia: una volta era posizionata in modo centrale sul tetto della chiesa universitaria, ora è stata spostata lateralmente diventando un campanile. Il rivestimento è di lamiera di zinco titanico.

L’aspetto del lato anteriore del Paulinum, il misto di chiesa e edificio universitario, è comunque determinato dalle linee verticali. Il materiale dominante è qui, però, non più il vetro, ma la pietra naturale.

L’aspetto del lato anteriore del Paulinum è comunque determinato dalle linee verticali. Il materiale dominante è qui, però, non più il vetro, ma la pietra naturale. Si tratta del calcare concoidale Kirchhainer Muschelkalk, anche in questo caso con superfici diverse.

Per la finestra della chiesa per la rosetta sovrastante è stata utilizzata una pietra calcarea bianca.

Sul lato posteriore poi c’è una sorpresa: qui le linee dominanti del Paulinum prendono improvvisamente un percorso orizzontale anziché verticale.

Sul lato posteriore poi c’è una sorpresa: qui le linee dominanti del Paulinum prendono improvvisamente un percorso orizzontale anziché verticale.

In forte contrasto a questo c’è l’Audimax con forma esterna supermoderna, affiancato dallo storico Schinkeltor in pietra arenaria, una delle poche testimonianze degli edifici universitari di una volta.

Le spese complessive erano 136 milioni di €.

Impossibile non notare al bordo il city-palazzo, alto ben 150 m e costruito ai tempi della DDR per l’università.

Impossibile non notare al bordo il city-palazzo, alto ben 150 m e costruito ai tempi della DDR per l’università. E‘ rivestito, da quando è stato risanato, con il granito cinese Padang.

Erick van Egeraat associated architects

Fotos: J Collingridge

Erick van Egeraat: edificio dell’università di Lipsia, a sinistra l‘ Augusteum, in mezzo il Paulinum. Rendering: Erick van Egeraat

(30.10.2014)